Guardo intorno a me questi filamenti di luce… colori di arcobaleno risplendere intorno a me infiniti come il tempo e finiti in questo attimo presente dove passato e futuro collassano su se stessi lasciando un attimo di eterna perfezione. Un momento nel buio profondo dove la luce nelle mie mani mi rende la consapevolezza di non aver mai smarrito la strada, ma anzi di aver sempre raggiunto ogni mia meta tracciata e stabilita. Sono li dove dovevo essere e volevo essere, perfettamente dove ogni punto di incrocio tocca la tensione massima di un attimo sospeso nel tempo, oltre tempo e spazio. Un attimo dove un pesante passato si è appena riaffacciato alla porta. Un buco nero da cui ero scappata… fuggita per la pesantezza della coltre che era caduta su di me. Un manto nero… dove io sono stata la mia stessa morte. Dove sono collassata sotto me stessa. Nel fatto di tenere in piedi tutte le mie nature per tenere in piedi un Amore che… stava volgendo al termine. Sono collassata sui sogni costruiti, sulle aspettative e sulle attese. Sono crollata sui progetti altrui, sul suo desiderio di non evoluzione, di scarsa risata, di possesso, sono collassata sulla sua materialità e sul desiderio di una vita dove il riso, la risata, l’imprevedibilità avrebbero lasciato il posto a inconsapevolezza, catene e progetti fatti a tavolino. Io non sono cosi… Io non sono cosi… e mai posso essere cosi. Non puoi prenotare le vacanze con un anno di anticipo con me. Non puoi prenotare la tua intera vita a tavolino, non puoi. Io sono per altro. Sono per un progetto meditato e agito. Sono per sogni messi in atto e non lasciati a ammuffire nel cassetto. Non potevo stare… non potevo affidare a lui i miei figli i nostri figli. Non potevo… non avrei mai voluto vederli crescere con la testa in quel modo, con una mente bloccata non libera di volare. Non avrei mai voluto… no no no non voglio una vita cosi, non voglio una vita dove i sensi di colpa la fanno da sovrana, non voglio una vita dove non sono libera di essere ciò che sono, non voglio una vita in quel modo. Mai piu… non voglio una morte per amore … dio… mi si strazia il cuore solo al ricordo. Non posso essere schiava di un amore di possesso… non posso non riesco non va bene. Non sono io. Non posso portare avanti lui e me stessa. Posso camminare al fianco di chi amo, posso star sotto ma non posso portare in groppa lui e pure me, che senso ha … che motivo c’è. Ho riso, sono stata felice, sono stata in una fusione quasi totale, dove il solo suo pensiero era il mio, e le sue fami erano le mie eppure… il suo possesso… mettermi sotto una bacheca sul cammino… mi ha uccisa. L’ho permesso sono stata li… le mie fughe… le continue fughe erano diventate solo lotte per far comprendere… eppure alla fine nulla è servito. Nulla… alla fine sono dovuta andare via e morire sotto il peso di tutto arrivando Realmente a star male. A toccare il fondo il vero fondo di me stessa. Dove ansia e crisi di panico la facevano da padrone. Dove non riuscivo ad essere piu neanche abbracciata o stretta. Dove anche il solo fare l’amore era un dolore … perché non sopportavo la fusione di due corpi… Dove non riuscivo a far entrare niente e nessuno dentro di me per paura di … divenire uno. Per paura… di soffocare di nuovo. E ora… che sono nella soglia di quel punto di ricomincio, dove il bisogno di fusione inizia a farsi presente… due persone dal passato si ripresentano a bussare alla porta. E ancora… torna a farsi sentire.. quel sentore eppure so… che è solo una emozione, un qualcosa su cui non affondare o cadere, ma semplicemente salire sopra perché è passato e non può farmi male. So che l’errore è stato mio… che non ho saputo gestire la cosa non rendendomi conto di cosa andavo incontro. So che l’errore è stato mio perché non ho seguito il mio sentire. So… eppure ancora piango… per quel nero, per quella sensazione di coltre che sentivo sopra. Eppure… Eppure… è necessità e allo stesso tempo non in quel modo. Non in quel modo non con quel soffocare. Ora sto comprendendo… che deve essere un fluire … non un ricoprire e soffocare. Ora… eppure non comprendo fino a che punto, ma so’ che se io cedo al peso… è perché il peso è troppo e devo trovare il modo per alleggerire la pressione. Sono io… a gestire il carico in me nel giusto modo, nella giusta maniera. Il flusso è ripartito… la direzione stabilita … guardo questo nero … non piu dentro di me ma sopra di me arrivare. Lo guardo e cammino … cammino cammino in questo sentiero tenendo la lanterna nelle mie mani.Ho dato un amore senza tempo, ho dato un amore immane… a un uomo che emanava Luce e un antico richiamo di altro tempo. Mi sono immersa in lui e sono stata la sua guida. Quanti castelli smontati, quanti castelli montati. Quanti pensieri distrutti e ricostruiti. Migliore amico, fratello, amante e confidente. Tutto… tutto il mio Tutto è stato lui. Bastante a se stesso per quel periodo e poi… la disperazione e l’angoscia, il dramma di rendermi conto di aver fallito… l’urlo dentro me stessa, l’urlo dentro il mondo e la mia morte perché invece di volare lui si era aggrappato a me, e io…. Li a provare a dirgli ci sono, tranquillo vola con me vola vola vola, e rendermi conto che piu volevo farlo volare piu si aggrappava facendoci scivolare nel baratro. Arrivare a rinnegare la mia stessa evoluzione per amore. Arrivare a rinnegare doppiamente me stessa per Amore. Un amore terreno fatto di desideri terreni sapendo che… era qualcosa di speciale che difficilmente avrei ritrovato. Perché qualcosa del genere è raro. Ma non puoi dare ali a chi non ce l’ha. Non puoi dargli ali… puoi mostrargli solo come volare… ma io avevo smesso di volare. Inconsapevolezza… Inconsapevolezza. Provare a spiegare impossibile soprattutto quando io stessa non ne comprendevo il vero senso. Inconsapevolezza… Dio… Ho donato tutto e ho avuto tutto… il bicchiere era cosi colmo quasi stracolmo che a malapena riuscivo a togliere l’acqua in eccesso. Ero sempre al limite ero sormontata. Troppo senza mai poter dare. Sentirmi dire… Tu appartieni a me… nn io a te… Dio… ancora lo sento nel profondo dell’anima questo senso. Inconsapevole del suo sentire eppure cosi forte in me. Anche ora, che è un passato andato mi rendo conto che ho preso quei 4 anni della mia vita e ci ho fatto una palla e chiusi nel dimenticatoio perché… consapevole che ho è totale oppure mai potra essere riproposta. Dovrà essere diversa, completamente diversa, come diverso è ogni mio amore. Sempre diverso, sempre un Primo Amore, consapevole che… non si può mai ripresentare ne ripetere, che ogni cosa insegna e fa vivere qualcosa di diverso adatto per quel tempo. Se solo potessi avere… se solo …. se solo… Mi rendo conto che tutte le mie dimensioni con lui erano affluite e si erano centrate in un’unica persona… Lui poteva sopportare questo ma io???? Io dove ero andata???? Dove …. Dove mi ero nascosta dove ero morta e perché… perché scappavo anche da lui ma soprattutto da me stessa? Cosa mi aveva portato a chiudermi dentro i libri e scappare da lui e dal mondo alla ricerca della mia fantasia??? Cosa… non lo so… so solo che un giorno mi sono resa conto che stavo morendo a terra in una vita costruita a tavolino per me da altri … che tutti volevano tenermi ancorata a ciò che non ero e non volevo… eppure non sapevo ancora cosa volevo ma di sicuro non era quello. Non lo era… non perché non lo desiderassi ma perché non sono il genere di persona a cui puoi programmare la vita. Ho bisogno di mutare, di cambiare… ho bisogno di cambiare io stessa. È necessità è respirare è vivere è essere. Se mi fermo in qualcosa per troppo tempo… perdo il senso di me stessa. Perdo me stessa. Seguo il tuo moto mio Signore mi muovo al tuo muoverti mi scavo al muoversi degli eventi della realtà e questo mi da aria e respiro. Mi da il senso di ciò che sono… mi strazia, mi riempie, mi svuota, mi fa ridere, mi da leggerezze, mi da attimi perfetti eppure unici e indimenticabili. Mi da il senso di me. Non so perché… non lo so… eppure la mia vita sta di nuovo iniziando a prendere un senso… una direzione di lavoro … qualcosa che ho timore ad andare a vedere a scavare. So del perché… lo so… e ne ho timore. So dove andrò a scavare. Lo so… Mi siedo e inizio a dare pugni a questo maledetto castello di sabbia che è stato costruito … so che tanto è inutile tenerlo su… non serve a niente. Non sono nel buio… non lo sono ma poco cambia perché sono nel buio di ciò che è questo rapporto con T che da sempre lo è. Un palliativo per sopperire una profonda mancanza… Dio quando mettiamo in atto senza renderci conto comportamenti che abbiamo subito da piccoli oppure riproponiamo tutto il contrario di essi… mi rendo conto che io stessa… ne ho vissuto tutti e due gli estremi … per poi avere anche una perfetta via di mezzo. E ora… sono al secondo dei miei estremi. Di nuovo affacciata a quella soglia… con essa davanti me. Sapevo che … sarebbe arrivato il tempo di guardarla in faccia. Ne ho avuto il sentore l’altro giorno quando sono uscita con D. quando quella sensazione di urlo di nero è montata dentro di me e anche oggi… ancora. E poi la chiamata di T. No non c’è niente da farse, quando un sentiero è stabilito solo seguire la strada è da fare nella speranza sincera di non morire annientata sotto me stessa ancora.
sabato 23 giugno 2012
Sole Nero
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