Oggi pensavo al termine Cagna, pensavo a ciò che sei riuscito ad imprimere in una parola che fino a poco tempo fa per me era fastidioso solo sentir nominare. Mi domandavo come fosse possibile che le prospettive cambiassero, come tu sia riuscito a far cambiare in me una prospettiva. Ma piu che cambiare una prospettiva, hai dato un valore a un termine che per me aveva i caratteri di un insulto. Ancora oggi mi rendo conto che se viene pronunciato da labbra diverse dalle tue è quasi impossibile che io senta la stessa forza è importanza che tu gli dai. Sentirmi chiamare Cagna da te è diventato un Complimento, qualcosa di desiderato. Anzi in realtà è andato oltre il complimento perchè ha assunto la libertà di esprimere verso di te me stessa. Nel mio modo di giocare, nel mio modo di vvierti, di sentirti, di difenderti, di starti a fianco, forse di esprimerti anche la mia fedeltà, il mio essere. Non mi sono resa conto di questo cambiamento in me. E' semplicemente avvenuto poco per volta. Un pezzettino al giorno. Non mi sono resa conto che in realtà un termine potesse descrivere un sentire... un sentire di diverse cose, di diversi momenti unici e speciali. Un sentire di certe emozioni che hanno trovato una descrizione. Una descrizione in una parola che a te piace e che è arrivata a piacere anche a me. Una parola che spesso non viene compresa nella sua interezza. Mi sono resa conto che, in questo modo mi hai insegnato anche altro. Mi hai insegnato che ogni parola ha un valore. Un valore in base a come la si usa. Mi hai insegnato a non fermarmi alle prime apparenze. Mi hai preso per mano e mi hai condotto a capire che le cose le devo trovare non sopra ma dentro. Mi hai insegnato ad andare dentro. Anche dentro di me. A non fermarmi al primo strato, a tornare sulle cose e a scendere sempre di piu per capire in modo chiaro cosi da poterle indossare come un guanto per farle realmente mie. A non aver fretta...a procedere a piccoli passi e vivere il tutto con occhi aperti. A volte vorrei farti domande su dove andiamo, ma da quando ci siamo conosciuti ho capito che in fondo le bricioline me ne hai sempre lasciate e io, preferisco guardare a loro, lasciando a te il quadro generale. Mi rendo conto che questo mi permette di vivermi e di non aver paura. Oggi mi hai detto quando parlavamo sembra che hai paura. Io di te mi fido incondizionatamente, so che sei umano e come tutti puoi sbagliare, non pensare che questo io non lo abbia davanti agli occhi. Ma ciò non toglie che da quando ti ho preso la mano, non so perchè, una parte di me si è rispecchiata in te e in te ha trovato quel qualcosa che le facesse dire fidati. Fidarmi non è mai stato facile, ogni giorno tu sei riuscito a mettere dei mattoncini alla fiducia che riponevo in te che mi hanno permesso anche di affrontare situazioni dove con altri avrei detto chiudo. Con te è stato sembre una sceltà. Mi hai insegnato il valore della scelta. Del mettersi in gioco e seguirti. E cosi facendo... ho seguito il mio istinto piu profondo e un pezzetto per volta ho ricostuito ciò che ero, e ho preso consapevolezza di cose che non sapevo. Ti dicevo, non è paura di te, in te ho totale fiducia ma non so perchè ogni volta che si parla di dolore è in se e per se che ho paura anche se poi in certi contesti so che mi piace e lo vivo serenamente, per me è un donarmi. E' solo che in tutta la mia vita non sono mai riuscita a vederlo come un semplice gioco. Ne come una sfida con me stessa per dire dove devo arrivare o dimostrare di essere piu dell'altra persona, ne come una forma di autopunizione. Quindi non so perchè di una mia reazione automatica. So che non è un dimostrarti quanto sono brava. Per me è un lato di me che condivido con te, che vivo insieme a te e per mezzo di te. Non esisterebbe senza di te urlerebbe ma non vivrebbe. E allo stesso tempo mi fa paura. Mi fa paura perchè mi mette in contatto con me stessa in un modo diverso dal solito.
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