mercoledì 6 giugno 2012

Nome/Io

Ho fatto un percorso senza rendermene conto che mi ha portato a diventare ciò che forse sarà la mia nuova strada. Non lo so, come al mio solito cammino senza pormi troppe domande in fondo io questa sono. Vado, procedo e proseguo a meno che non mi prenda quel forte crampo allo stomaco e quella sensazione di stop fermi tutti che mi caratterizza e che mi fa dire è sbagliato.
Un giorno leggedo e pensavo pensavo e leggevo a chi ero Io... io... e ho iniziato a pensare al mio Nome. Al nome che mi è stato dato di battesimo e poi, a quello che mi hanno dato mille altre persone e poi da colui a cui appartengo. E ogni volta mi rendevo conto che alla fine nessuno di questi nomi facevano ciò che ero. Uno in particolare per me è caro ora, ma non mi identifica, forse prima aveva una forza ora... non piu. Se mi osservo con gli occhi noto che nessun nome mai mi è appartenuto mai. Mia madre soleva dirmi che cambiavo nome ogni tre per due. Che avevo sempre nomi diversi e che in nessuno mai mi trovavo a mio agio. Questo è spiegabile, in fondo non volevo essere riconosciuta con un nome, volevo essere riconosciuta per ciò che ero, semplicemente Io. Io che nascevo senza nome e morivo senza nome e che ... in realtà non avevo bisogno di chiamarmi in nessun modo e per nessuna ragione visto che... se andiamo a stringere non è che una persona chiama se stessa. Che senso avrebbe?
Mi ritrovo ad osservarmi ancora e quindi mi pongo il dubbio allora chi sono? E giu a scavare... e scavare e scavare per capire cosa io fossi. Se ero i miei impulsi, ciò che facevo e via dicendo fino a rendermi conto che nessuna di queste cose era in grado di dirmi chi io ero. Ero tutto ed ero ninete in fondo... ognuno si specchiava in me e vedeva ciò che a loro piaceva e spesso e volentieri ciò non corrispondeva con ciò che vedevo io di me stessa e allora ancora a domandarmi perchè questa discrepanza? Cosa c'è sotto? E ancora... ma chi sono io? Fino alla fine arrivare ad accettare che l'Io non esiste... non è mai esistito è un semplicemente dato di fatto che esisto... esisto nel mio sono... che poi possa avere varie forme e sfomature è altra cosa.
E ancora sono qui seduta a guardare me stessa e mi domando ... come ho fatto a perdere un Io? Come ho fatto? Auto osservazione costante e continua in ogni mia piccola mossa e azione. Ecco come ho fatto. Mi serviva per sentirmi viva, presente. Rendermi conto che... fare le cose mentre si è presenti in loro ti da una sensazione diversa rispetto a quando le faccio con la mente altrove e allora mi sono domandata ma la mente sono io? E ancora la risposta che è giunta è stata NO. La mente può dormire essere baipassata e ancora esisto ci sono la mia scintilla è li e quindi chi sono? ... Chi sono? Un passo per volta sono arrivata a capire che semplicemente Sono. Basta domande perchè non avrebbero senso. La forma che il mio sono prende poi è altro discorso. Che va oltre tutto questo ma nel momento in cui ho tacitato tutto e sono rimasta in Silenzio per la prima volta le risposte sono giunte a me.

Nessun commento:

Posta un commento