Guardo me stessa la mia bambina e la vedo piangere, con i pugni mentre batte alla porta. La vedo disperata. Vedo lei che agogna per una carezza per un saluto per Essere vista piu di ogni cosa, se non da me almeno da chi dovrebbe vederla. Vedo lei che piange e si dispera che dovrebbe essere presa e condotta per mano fino ad accettare ciò che racchiude in se e invece viene lasciata li… per una corsa senza fine. Abbandonata da chi dovrebbe condurla, abbandonata da me stessa. Abbandonata e poco per volta dimenticata, lasciata per strada… a piangere lacrime in un canto che si innalza al cielo. Vedo tutto e tutti essere attirati da altro e nessuno preoccuparsi di colei che piange. Solo dirmi mancano pezzi in te, riprendi i pezzi, hai dimenticato pezzi e non rendersi conto di ciò che stanno dicendo voglia dire. Vedo questa parte di me che ha paura di essere schiacciata da ciò che sono. Vedo ciò che sono aver preteso il massimo della perfezione da questa bambina sopra ogni cosa… vedo la pretesa di chi… inconsapevolmente sapeva cosa voleva e lo chiedeva a una bambina piccola. Vedo gli adulti chiedere a una bambina, a una ragazzina di prendersi responsabilità che non gli appartengono perché sentono l’età piu grande della reale apparenza. Vedo questo lato interriore crescere sempre di piu non supportato però da una vera crescita. Vedo la mia infanzia finire nel momento in cui la mia essenza ha iniziato ad affacciarsi. Eppure… eppure… in teoria sono stata chiusa piu di una volta ergo non comprendo, non capisco perché o forse capisco … se non c’è consapevolezza l’essenza si impregna in ogni forma del corpo dell’essere divenendo tutto e mescolandosi non sapendo e non comprendendo. Vedo la mia bambina aver timore di fallire, quando il fallimento non le appartiene perché non è lei ad aver fallito, non esiste fallimento per l’inconsapevolezza. Non puoi fallire… se abbiamo fallito abbiamo fallito entrambe perché io e lei perché pensare di crescere solo da un lato senza far crescere l’altro non ha senso. Non ci sono fondamenta reali. Vedere cosa sono … come bimba… vedere di essere cresciuta come essenza ma mai nella parte di bambina… che è rimasta li mi fa aprire gli occhi. Ho sogni si li ho, il sogno di essere felice, di giocare, di conoscere tutto e tutti come era in origine. Di giocare ad essere tutto e tutti… come da bambina. Ricordo questo sogno… questo desiderio. Ricordo la mia mania di imitare i grandi, di prenderne le forme le sembianze le immagini. Mi ricordo me… mentre giocavo a fare la mamma, a fare la nonna, la cagnolina, la signora delle pulizie, la domestica, il camionista, il calciatore, a imitare tutto e immergermi in tutto per poi tornare ad essere di nuovo me stessa. Mi ricordo… mi ricordo questo gioco che facevo… ero piccola ero felice realmente felice perché giocavo… ridevo e solo quando mi hanno incastrata in un ruolo, in una forma che ho iniziato a morire a soffocare e non comprendevo, non capivo. Sentivo sento vivo sono… danzo ballo… Tante cose… tante cose sono successe in me, cosi tante che vorrei poter dire andrà tutto bene, deve andare tutto bene. Devo imparare a rinchiudere ciò che sono in qualcosa e poi aprirlo all’occorrenza. Devo Devo Devo perché le persone con cui sono vicina se sono troppo in contatto con me ne vengono influenzati e ne sentono il peso. Non posso non devo non è giusto non è corretto, non per loro. Sono ciò che sono, ora ho visto la bambina in me ma non riesco ancora a vedere me. Lei mi guarda e spera che io non abbia le sue stesse paure, eppure ce le ho, in forma diversa, eppure ce le ho. Mi guarda e si sente arrabbiata, incazzata terrorizzata per ciò che le è stato fatto. Sente e vive dentro di me. Ha paura di venire annientata e schiacciata di non trovare uno scopo nella vita. Non le piace il diritto come non le piacciono le regole. Eppure siamo giunte ad un accordo. Conoscere le regole di questo mondo ci serve per vivere in questo mondo. Se conosci le regole puoi decidere quali reputi giuste per te e quali no. Ti consente di essere altro… di vivere le cose con leggerezza. Di guardare e ragionare e vedere l’assurdità ma anche di vedere la civiltà per come sta. Finirò l’università e poi sceglierò di andare verso la parte umana del diritto. Diritti dell’uomo…. Filosofia
giovedì 28 giugno 2012
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