Un albero dietro la mia schiena con il suo florido fogliame a ripararmi dal sole, e io con la schiena appoggiata al suo fusto. Le gambe piegate a me e raccolte tra le mie braccia mentre osservo nella quieta della giornata un orizzonte lontano, un orizzonte che si staglia in un grande marie quieto e li nel mezzo una barca che si allontana, con le sue vele candide spiegate confie da un vento che però non giunge a me. Sento la quiete intorno, un lungo silenzio che mi circonda, il rumore delle foglie che mi fanno compagnia. Sento la senazione dell'abbraccio delle mie ginocchia, del volto poggiato su di esse e poi quiete quiete. Un vento caldo mi accarezza il vsio come la carezza di una mano che giunge lontana e che mi invita a tornare a casa.

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