Immagine del mare
Oggi mi sono immersa in una immagine. Ero io che guardavo il mare. Il cielo era di un azzurro grigio così opprimente che solo a guardarlo sentivo il fiato mancare, e il cuore oppresso di un peso che non si poteva ignorare. L’aria era talmente satura che ogni respiro veniva fatto con difficoltà come se fosse l’ultimo,corto affannoso e con fatica mai realmente a pieni polmoni. In quel momento potevi solo cercare di sopravvivere, non di vivere, sentendo e assaporando ogni profumo, emozione e sensazioni che ci erano intorno. Man mano che mi guardavo intorno vedevo addensarsi nuvole sempre più nere. E lampi lunghi e potenti scendevano dal cielo quasi a toccare il mare. Portando pallidi accenni di luce in una giornata che stava finendo. I tuoni rompevano il silenzio che regnava intorno. Il vento turbinava innalzando le onde del mare a livelli sempre più alti quasi che volessero arrivare a toccare il cielo. Sentivi come se tutto quello che prima era controllabile ora non lo fosse più. Come se il mondo avesse deciso di mostrare chi e cosa era, ricordandoci che non siamo noi a controllarlo ma è lui a controllarci che noi possiamo vivere e decidere cosa fare ma in realtà non siamo liberi. Le onde stavano sempre più salendo e io che ero sulla banchiglia ad aspettare e ammirare non potevo muovermi. Era come se le mie gambe e tutto il mio corpo fossero bloccati. La mia mente era in trance e guardava ed ammirava l’immensità di tutto quello che mi circondava. Era come se fossi stata in attesa aspettando non so che cosa. Quel qualcosa arrivò. Era un’onda che in lontananza sembrava piccola e innocua ma in realtà era solo una illusione ottica. Man mano che si avvicinò alla riva assunse dimensioni sempre piu grandi. Una forza e una potenza talmente tanto intense e irresistibili che alla fine nei fui travolta. Mi ritrovai a girare e ruotare in mezzo a muri di acqua. Bella, intensa di un blu senza fine ma anche odiosa ed opprimente che mi inghiotti e trascinò sempre più giù per poi farmi risalire, e di nuovo riscendere. La speranza di poter tornare a respirare, a non dover trattenere l’aria nei miei polmoni brucianti era così grande che quando persi i sensi nel turbinio di quelle onde la disperazione mi lascio. Il nero mi avvolse. L’ultimo pensiero fu alle persone che amavo sopra ogni cosa. Non per me, non per ciò che avevo perso ma per ciò che avrei lasciato. Il dolore che avrei causato. Ma alla fine anche la notte mi prese e la pace mi inghiotti. Tutto torno nel silenzio e un sonno profondo calmo il mio animo in tormento. Quando mi svegliai ero sulla riva. Il sole illumino il mio viso. Calda, rassicurante e intensa era la luce che mi lambiva. L’immobilità mi pervase, era come se tutto ciò che avevo provato, tutte le paure fossero state messe su un angolo e accantonate ma mai perse o dimenticate. Guardai il mare e lo vidi calmo. Una calma che forse non sarebbe durata per sempre ma che in quel momento mi diede pace. I gabbiani danzavano su di lui in cerca di pesci da mangiare. Il profumo di salsedine riempiva l’aria come accade dopo che un uomo e una donna si sono amati. Tutto era tornato alla normalità ma in realtà tutto era cambiato. Il quadro era cambiato. E io mi ritrovai a guardare una nuova immagine e chi sa forse un giorno ad avere un nuovo inizio. In fondo la vita è fatta di cicli così come il mare è fatto di onde.
(scritto in data 7 luglio
16 luglio 2011
Oggi è oggi. Un giorno di quiete... e solitudine totale. Completo isolamento da tutto il resto
(scritto in data 7 luglio
16 luglio 2011
Oggi è oggi. Un giorno di quiete... e solitudine totale. Completo isolamento da tutto il resto

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