giovedì 4 agosto 2011

Il mare

Questa mattina mi sono svegliata con un sogno negli occhi.  Io vivo al mare. Un mare che sento profondamente mio. L’acqua è l’elemento che più mi è vicino che più mi rappresenta. Oggi nel sogno ero a casa di mio zio. Leggermente in collina rispetto alla riva del paese. Affacciata al balcone guardavo il cielo plumbeo.  Il vento i muoveva tra le foglie degli alberi  e la sabbia faceva uno strana danza portando con se i ramoscelli che raccoglieva durante il suo percorso. Poi tutto ad un tratto  dalle dolci onde che si infrangevano sul bagnasciuga il mio sguardo venne attratto da qualcosa all’orizzonte. Era un’onda. Una di quelle di cui non riesci a vedere la fine. Si innalzava altra sopra le altre sovrastandole e diventando sempre più lunga e sempre più imponente. Neanche il vento riusciva a smorzarne il suo correre incessante. E io li a guardare ferma. Il tempo era come se si fosse stoppato. L’aria era immobile. Il vento fermo. Tutto sospeso. E poi il boato l’infrangersi dell’onda sul bagnasciuga. Il suo travolgere tutto senza pietà. Incessantemente e inesorabilmente portando con se ombrelloni, lettini, alberi, bici, gazebi e sommergendo case e persone . Tutto era stato toccano, nulla risparmiato. E io  li ferma immobile a guardare sul balcone. Con un groppo in gola ma al sicuro. Ancora con la paura di essere sommersa ma allo stesso tempo al sicuro e al di sopra di quella inondazione. Ma ancora con il cuore che temeva di lei.

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