Il peso di ciò che si è… il peso di conoscere i nostri
limiti. Noi. Il peso, toglie veli, mette veli, sposta muri mette lo specchio di
noi. Eppure… ancora mi siedo su queta terra e guardo un fiore nelle mie mani. Delicato,
fragile e immensamente perfetto. Tutto in lui è perfetto. Sento il peso di un’anima
su di lui, ne sento la stupida essenza scendere… e
inconsapevolmente/consapevolmente schiacciare… giusto e sbagliato non esistono.
Ma morale parla. Parla di ciò che è giusto o meno per noi. E ogni volta ci sono
scelte che ci mettono davanti a ciò che siamo. Quanto in alto si può salire
tanto in basso si può scendere. Togliere una vita è facile… sapere il valore di
una vita e toglierla consapevolmente è difficile. Eppure a volte comprendo il
peso della scelta di far scendere quella lama. Comprendo. Una lama per ferire,
una lama per curare. Amore/Dolore… una faccia di una medaglia. Ferisce piu una
ferita fatta con amore o una fatta con dolore? Cosa ferisce di piu… cosa? Mi
inchino e osservo questa terra volare al soffio del vento dalle mie mani. Mi
alzo… i capelli volano al vento… la mente e i pensieri vanno… vanno e diventano
leggeri come aria. Volano su speroni di montagne attraversano tunnel di infinito
per arrivare li dove Luce attende. Un richiamo senza tempo. La pesantezza del
Sono, la leggerezza del Terreno. Tutto si muove eppure tutto è fermo. Il mondo
ruota. Guardo il mare… l’infinito l’orizzonte guardo… guado e lascio il mio io
espandersi nell’immensità. Nei profondi meandri di quella oscurità giu eppure
divento ogni singola molecola di quell’infinito elemento.
il ghiaccio in me… solido e fermo immutabile e ancorato un
pezzo… immane di me stessa su me stessa. Conosco il peso di ciò che sono e non
volevo piu essere. Conosco e so. So perché avevo rifiutato anni a dietro la terra. So… una
farfalla sul mio dito vola libera di essere ciò che è… Libera di andare libera
di tornare.

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