Quando scappare... è necessità, quando scappare è respiro, un modo per
poter sopravvivere, quando senti che tutto e tutti ti cadono sopra e non
sai cosa fare... non sai cosa fare allora... allora si scappa. Quando
non riesci a tenere l'armonia nella vita che ti circonda il caos ti
assale e i fili vanno persi... allora si scappa. Si scappa e si vola
via. Via... in un'altra vita che non ci appartiene. Sperando di trovare
la felicità ma poco conta perchè la ruota ha un inizio e una fine e da
dove si parte da li bisogna tornare in un modo o in un'altro se si vuole
uscire da quel giro e proseguire in quello successivo senza di nuovo
ripassare per lo stesso identico punto ancora e ancora. Quindi che
fare??? Cosa fare?
Affrontare i demoni... uno per uno poco per volta. Guardarli in volto
senza paura o coraggio... ma osservarli e guardarli. Io sono partita. Io
sono tornata e come ero partita: distrutta cosi sono tornata...
distrutta. Poco era cambiato la sola differenza ... è stata non rifare
lo stesso errore... ma invece di scappare cominciare a costuire...
costuire me. Perchè solo cosi non diveniamo coriandoli al vento...
castelli di sabbia... ma una costuzione di carne e ossa con un animo che
viaggia oltre tempo e spazio.
Un attimo di consapevolezza... un attimo qui ferma inchiodata al mio
essere... alla mia essenza... osservo un altro tempo, la donna che fui
chi mai sarà... un percorso gia fatto, una storia gia compiuta...
un sorriso mi invade... un antico ricordo: castelli costuiti tra le
nuvole e poi smontati per ricostuirli ancora da un'altra parte. Chino il
capo. Non sapevo... non comprendevo... non volevo ascoltare. Riparto da
dove ero arrivata ancora.
Un'altro cerchio che si crea li... dove si era interrotto. Ora so'... farò ciò che sento.
Tua.

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