Sono davanti al pc, con la cameretta in penombra, solo la luce di una bajure accesa. Davanti al pc, dentro un bozzolo che oggi fatico a capire a vedere. Qualcosa sta succedendo forse mi trovo di fronte a qualcosa di più grande di mio oggi. Qualcosa che non ho mai voluto vedere ne affrontare in tutta la mia vita. Perché dico questo? Perché è la conclusione a cui sono arrivata. Non è stato facile ogni volta che mi avvicinavo a qualcosa ogni volta che ero vicina ad aprire un pezzetto di me è stato tutto richiuso. Come se in me ci sono cassetti cosi pesanti e profondamente sigillati che io stessa abbia avuto paura di aprirli. Paura di ciò che avrei trovato dentro. Mi sono sentita come se mi stessi guardando e rendendo conto che spesso mi avvicino a persone che soffrono per ripercorrere un percorso di sofferenza emotiva da cui io mi sono staccata fortemente. Da cui io mi sono protetta in tutti i modi che potevo. Mettendo una grande distanza tra me e il sentimento. Chiudendolo dentro una scatola con catene e lucchetti e nascosta a me e alla mia vista. E' stato come entrare in una immensa stanza buia e scusa, con cento e più cassetti di ferro chiusi da catene e rinchiusi dentro una cassaforte contenuta dentro delle sbarre. Mi sono terrorizzata. Sono arrivata quasi alle lacrime. E sfiorato con la mente due di questi cassetti. Non sono riuscita ad aprirli non ce l'ho fatta. Non penso che avrei sopportato il peso in quel momento. Il primo era il perché mi avvicino a persone che sono in questa situazione. L'ho capito ma non l'ho approfondito. E allo stesso tempo è legato al perché sono rimasta colpita da Nocturnia.
Non rileggerò ciò che scrivo. Non sono pronta per farlo non ne ho la forza. Lo scrivo per me ma non sono pronta a prenderne atto fino in fondo. Non adesso. Mi avvicino a persone del genere nella speranza di trovare qualcuno che ce l'abbia fatta, di trovare una persona che nella sofferenza emotiva sia riuscita ad evolvere e trovare una serenità e pace. Ho bisogno di vederlo, ho bisogno di non arrendermi in questo di non lasciare che il dolore interiore ti butti giù al punto di fatti arrotolare su te stesso e desiderare di non lottare più. Ho bisogno di vedere che qualcuno oltre a me sta lottando, che ci sta riuscendo, che ce la può fare. Non parlo solo di questo periodo, parlo di un dolore che nasce da cosi a fondo che non so neanche io dove. Questa necessità è cosi forte che nella mia vita mi sono sempre avvicinata a persone del genere. Persone che hanno sofferto e lottavano ma non ho mai trovato persone che vincevano questa lotta. Ho bisogno di trovarne almeno una. Questo perché? Perché anche io ho sfiorato l'idea del suicidio. L'ho sfiorata quando ero ancora piccola. l'ho sfiorata perché il dolore nel cuore e nella mente non mi dava motivo per vivere. Il pensiero di vivere non mi sfiorava perché era dolore un dolore che non volevo affrontare o sentire. Quando ho sentito su di me quando mio nonno ha tentato il suicidio dopo anni di malattia cosa avrebbe portato la scelta di decidere per la morte ho deciso di lottare. Lottare sempre per star almeno a galla per ricostuirmi o almeno sopravvivere perché non volevo che ciò che aveva portato a me quella situazione si potesse ripresentare su chi amavo. Avevo solo 15 anni quando questo è successo. Ero una bambina ma questa decisione mi ha portato sempre ad andare avanti. Sempre a rialzarmi e lottare per sopravvivere. Non volevo causa quel dolore che mi attanagliava cuore e mente. Comincia a diventar complicato scrivere perché ho le lacrime che scendono e non so neanche perché ma comunque proseguo. Forse poi riuscirò a mettere ordine in tutto ciò che sto dicendo. Ora proseguo solamente. Comunque è iniziata da li la ricerca di persone che non si arrendessero nella sofferenza. Che splendessero dentro al dolore, soffocassero in esso ma che lottassero realmente per uscirne e fiorire per guarire. Volevo inconsiamente trovare qualcuno che mi desse un motivo da guardare per dire se tu ce l'hai fatta allora tutto quello che ho sofferto, l'amore e la morte, la disperazione per la perdita di persone amate nel profondo del cuore ha un motivo. Se continuo a lottare ogni giorni giorno per migliorare a un motivo. Piu che un motivo voglio vedere che quella meta è raggiungibileautodistruggermi. Ma la vita è cosi bastarda che mi ha messo ancora davanti alla morte due volte ques'anno. La prima... la mia. Coincidenze fortuite mi hanno portato a essere qui oggi illesa, ma io ti giuro che li in quel momento ho pensato sto per morire ed ero serena. Serena per la prima volta dopo tanto tempo, l'unico pensiero era per le persone che amavo al dolore che avrei causato loro per la mia morte. Dolore che conoscevo e dentro di me ho pianto perché era a loro che pensavo. Quando mi sono svegliata e ho aperto gli occhi ero viva. Il mio corpo integro e serena quel giorno sono rinata perché sono morta. E' facile morire, molto facile lasciare andare tutto il difficile è prendere la decisione, ma una volta presa è facile. Soffri si o ti terrorizzi ma poi è facile c'è una luce che ti culla e ti porta via e poi dormi. Il difficile è vivere lottare. Il difficile è soffrire è crescere. Ma dopo neanche un mese un'altra vita è stata persa quella di mio zio che si è spento tra le mie braccia, ha esalato l'ultimo respiro su di me ho visto la sua vita scivolare via dagli occhi. Occhi negli occhi i suoi mi guardavano e io guardavo e sapevo perfettamente cosa provava e da un lato l'ho invidiato. Ma non si va via se non è il destino a chiamare questo è un punto fermo che ho messo per me, posso accettare per gli altri perché l'ho passato ma devo trovare qualcuno da guardare e dire ce l'ha fatta si può fare. Voglio arrivare a dire ce l'ho fatta realmente. Non sto solo sopravvivendo al dolore sto vivendo. Penso che ho impiegato tanto a tornare indietro dal bozzolo in cui mi sono chiusa poi. Ho perso la cognizione del tempo. Era cosi buio li che avevo terrore a restare e terrore a ritornare. Mi sono resa conto che ci sono più cose inesplorate di me di quelle che pensavo. Mi ero allontanata dal sentire le persone proprio per evitare di sentire l'urlo dentro me stessa. Forse capiteranno ancora e ancora queste situazioni, e sicuramente troverò un modo per imparare a gestire in modo sereno e tranquillo senza esserne sconvolta la marea di emozioni sentimenti che mi sommergono.
Penso di essermi addormentata non lo so. So solo che l'oscurità mi ha cullata un po' prima che iniziassi a scrivere.

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