Non riesco a dormire. Mille pensieri mi girano per la mente. Ho letto una descrizione fatta da Nocturnia su di me. Non so se sia vera ma è come lei mi vede e percepisce. Ieri sera abbiamo parlato ancora. Ero disperata perché lei non succhia energie ma è dentro una sorta di giro autodistruttivo di se stessa. Forse dovuto anche alla sua malattia. Questo non mi è dato sapere. La cosa che so invece è che mi trovo bene a parlare con le. Ci sono delle empatie particolari e rare. Ma questo non importa. Io facilmente sono empatica con anime che urlano al cielo il loro dolore. Anime che hanno bisogno di dare per sopire un loro bisogno e allo stesso tempo però io sento il loro bisogno gridare al mio io interiore e sono portata a ricambiare. Tutta questa introduzione era per dire che parlando con lei di una seduta, del dolore, della situazione che si crea. Della situazione che ha il bozzolo che mi rende schiava. Che mi definisce nel mio essere e sentire e che pensavo fosse comune in realtà poco lo è. Lei mi ha detto che in venti anni solo una volta ha sentito quella sensazione. Io non potrei vivere senza quella sensazione. Non potrei vivere senza emozionarmi. Non posso vivere senza la sensazione di solidità emozionale creata da un percorso di crescita. Oggi su molto mi sento definita come non lo sono mai stata. Quando stringo non stringo polvere ma una sabbia densa e compatta tra le mani. Tu che sei stato l’artefice di questo ieri mi hai sentito parlare delle mie paure. Questa notte dopo aver parlato con lei ci ho pensato. Ho pensato. Ho pensato a lungo tanto che alle sei sono già sveglia perché ho bisogno di parlare. Io amo il mio bozzolo. Io amo sentirmi dentro di lui. Io amo anche riempirlo fino a toccare tutte le pareti e divenire una seconda pelle per me. Oggi il mio timore era quello di perdere questo equilibrio. Ho deciso che non lo perderò. Non sarà facile e qualche volta cadrò ma, questo stato emotivo che mi caratterizza è cosi prezioso e raro che mi definisce al punto che non voglio perderlo. Non voglio in nessun modo intaccarlo. Non voglio che nessuno ci sia dentro. Oggi non sono un fiume in piena perché la piena non c’è. O almeno c’era ma l’ho ridimensionata.
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