sabato 28 aprile 2012

Pensieri sparsi "Mio"


Mio …. Cosa vuol dire questo è Mio, il mio cane, la mia macchina, il mio bicchiere, il mio ragazzo, la mia casa… come se tutte quelle cose che sono Mie non potessero essermi tolte. E’ realmente mio il cane? Non può di sua iniziativa prendere e andarsene? E’ realmente mia la mia macchina? Non può essere che un giorno questa venga presa e mi venga portata via? E realmente mio il mio letto? Si l’ho pagato ma… un giorno può arrivare qualcuno e portarmelo via o distruggerlo e allora non avrei più un letto. E’ mia la casa di cui ho la proprietà? In teoria si… ma poi nella realtà? Nella realtà no perché se posso dire che è mia la natura me ne può sempre privare, arriva un terremoto la casa viene distrutta e ciao ciao. Quindi… cosa è il possesso, questo bisogno di dire questa cosa è mia? A cosa serve… è realmente mia la ragazzo con cui esco? No, non lo è. E’ mio il cane? No non lo è. Sono tutte cose oggetti su cui noi ci aggrappiamo per darci una identificazione per creare all’esterno rappresentazioni di noi. Ma io sarei cmq io ovunque andassi, anche con una casa diversa, senza il ragazzo o senza il letto. Dormirei cmq, avrei un tetto cmq avrei cmq una persona con cui dividere la vita se volessi. Allora perché questo continuo e costante bisogno di mettere il possesso sulle cose? A che serve? Mi ricordo un tempo, quando ero realmente piccola e mi guardavo allo specchio in cui non sentivo mio neanche il corpo in cui mi trovo. Era solo un corpo, non ero io, e non lo sentivo neanche mio. Non era mio perché non ero io il corpo. Io ero altro e per questo motivo forse anche per anni non ho mai dato importanza al corpo e anche ora, poca ne do. Il corpo è solo corpo, è mio? No lo sto usando in prestito fino a quando non verrà il tempo in cui morirà. Ma è mio? No. Non lo è lo sto usando, lo uso per muovermi per spostarmi, lo uso per dare forma a un qualcosa ma in realtà non mi appartiene. Non ho mica un contratto con il corpo. Il corpo è solo uno strumento che uso per arrivare a uno scopo. Deve essere il più adatto possibile allo scopo che voglio ottenere ma non è … mio e io non sono il mio corpo. Cosi come la casa non è mia e io non sono qualcosa perché ho una casa. La casa è solo uno strumento che uso… raggiungere uno scopo un obbiettivo. Mio… che strano termine. In fondo se andiamo a stringere l’esistenza ci da molte cose in prestito, ce ne consente l’uso… per raggiungere uno scopo ma poi se le  riprende. Il corpo in primis, se lo stesso corpo in cui vivo per una intera vita non è mio… come può esserlo tutto il resto?


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