Sfioro il tuo corpo, di tenere carezze, aliti di sospiro… tra un battito e l’altro, una danza di pennellate di saliva e sapori.
Innalzo le braccia a te…
Ti offro il mio piacere, ti offro il mio dolore… tu Padrone del mio sentire.
Prendi avidamente, ingordamente questo innalzarsi di musica che si intreccia con la tua volontà…
Tu la musica che sale.
Io… lo strumento del tuo piacere. Io il musicista della tua melodia.
Bocca con bocca.
Mani con mani. Colpi su colpi, lingua con lingua. Capelli tirati e poi.. e poi uno strattone.
Un spiro perso nel vuoto.
Il tuo sguardo di potere. Una lacrima a versarsi. Un tenero bacio ad asciugare un salato sapore su gote arrossate.
Lei offerta a te, oltre la normale esposizione oltre il normale punto di incontro… Oltre.
Li dove la pira è al massimo del suo ardore li, lei ti attende.
Sospesa… e presente, in attesa del tuo richiamo per tornare a terra…
Un altro viaggio nel dolore e piacere… un altro… un altro e .. un altro.. un colpo di cinghia, di lingua.
Si sale, e poi tutto è quiete. Il nero ci avvolge… la musica risuona in noi, per noi.
Ci culla insieme in quel momento eterno. Noi… abbracciati, i miei occhi persi nei tuoi.
Il tuffarci avvinghiati nell’Si estremo del piacere. Prima di tornare ad esser cullati nel lago
delle nostre membra persi l’uno nell’altro, separati ma uniti. Mani nelle mani.

Nessun commento:
Posta un commento