lunedì 21 novembre 2011

L'incidente

Viaggiavo a meno di 130 in autostrada, poi delle luci rosse davanti a me, io che freno, la macchina sbanda, perde il controllo e poi buio, non ho visto più niente solo un forte dolore, non so neanche io dove. Un attimo di lucidità non so se ho visto con i miei occhi o con gli occhi della mente, non so neanche se ho visto o solo immaginato scintille davanti a me, la macchina che si capovolge e di nuovo buio. Un buio immenso profondo, la paura e neanche quella. Una sensazione di pace. La sensazione di essere alla fine, di abbandonarsi nell’infinito che mi circondava divenendo un tutt’uno con quello che avevo intorno. Solo una vaga malinconia per i cari che lasciavo. Niente più. Nessun rimpianto, nessuna paura, nessuna lacrima. Solo pace e buio. Come dormire. Poi di colpo l’odore di bruciato, io che torno in me e ancora no. Reagire prima di pensare. La macchina è capovolta, ho vetri ovunque cosa è successo, dove sono? Sciolgo la cintura, provo ad aprire la portiera ma niente. Sono bloccata dentro, faccio attenzione, ho una gamba che mi fa male, le mani che sanguinano. Qui dentro non ci posso stare… la puzza di bruciato che sale mi riempie le narici. Vado dal lato del passeggero anche quello sportello è bloccato. Un calcio forte, tutte le energie che avevo le ho messe li, unica speranza per uscire da quella maledetta trappola di lamiere. Lo sportello cede, un varco si apre, esco fuori. Una marea di macchine intorno a me ferme, persone che mi guardano sconvolte uscire. Un camion fermo a meno di mezzo metro dalla mia macchina, l’autista che mi guarda con le lacrime agli occhi. Il pensiero di mio padre e di mio fratello mi riempie, mi allontano dal mucchio di ferraia che era la mia compagna di avventure. Lascio dietro una vita e torno in una nuova. Mi siedo tra le braccia di tre angeli sconosciuti. Non più forze a sorreggermi eppure una nuova forza dentro di me, primordiale, la voglia di vivere. Quel giorno sono nata di nuovo. 

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